Dal Passo della Futa al Passo dell’Osteria Bruciata
Facendo la “Via degli Dei” ho trovato una giornata terribile, con nebbia e pioggia, nella tappa che probabilmente è la più spettacolare dei sei giorni di cammino: dalla Futa fino a San Piero a Sieve, passando per l’Osteria Bruciata. In una fredda, ma serena giornata di gennaio, decido di ripercorrere il tratto tra i due passi. Mi accompagnano Thilo, Valerio e la Sofia.
Lasciamo l’auto alla Futa e cominciamo a salire verso Monte Gazzaro, seguendo lo “00”. Si salgono i 220 metri di dislivello che separano il Passo dalla vetta del Monte in un’ora circa. Sulla cima c’è il libro su cui lasciare segno del nostro passaggio: cerco la mia firma fatta due anni fa percorrendo la “Via degli Dei”, ma i libri sono nuovi. Lo zero termico attorno ai 1.000 metri di altitudine ci fa godere di uno spettacolo meraviglioso.
Proseguiamo e dopo un’altra oretta siamo al Passo dell’Osteria Bruciata, antico passo che metteva in comunicazione Bologna con Fiesole. Da questo passo ci sono varie possibilità: si può scendere verso Sant’Agata, andare verso Firenzuola, proseguire in direzione di Casaglia.
Noi pranziamo e torniamo indietro verso la Futa seguendo il sentiero “50” e poi di nuovo lo “00”. Dopo un’ora e mezzo dalla pausa pranzo, siamo di nuovo alle auto.




persone ignoranti e frustrate, che magari si definiscono “ambientalisti”, hanno: a fine agosto tagliato arbusti , piante spontanee e sempreverdi piantati in propietà privata; a fine ottobre rotto beni mobili in propietà privata. siamo costretti per tutelarci legalmente (l’impulso farebbe pensare…… ad altro) a video sorvegliare l’area. chissà se questi imbecilli si faranno rivedere!!!! un gruppo di amici!!!
| Pubblicato 3 months, 3 weeks ago