Da Castagno D’Andrea al Falterona
E’ una calda giornata di febbraio, in questo inverno che ormai è primavera. Con Valerio decidiamo di salire in vetta al Falterona. Ci troviamo a Dicomano, lasciamo una delle due Panda e ci inerpichiamo in auto fino a Castagno D’Andrea.
Si comincia a camminare sul sentiero 18 del CAI che dovrebbe portarci fino alla Colla di Castagno. C’abbiamo voglia di camminare e la nostra andatura lo dimostra: in capo a 3 ore e mezzo raggiungiamo la Colla di Castagno, prendiamo lo “00″ e raggiungiamo la vetta del Falterona. 1100 metri di dislivello. L’ultimo tratto è molto molto ripido, ma quello ch ci aspetta in vetta merita la fatica fatta. Il paesaggio è spettacolare, il cielo terso ci permette di scorgere in lontananza quelli che noi interpretiamo come i “Monti Pisani”… ma forse abbiamo esagerato. Davanti a noi l’Appenino Tosco-Romagnolo, a sinistra la vallata del Mugello, a destra la Romagna. Uno spettacolo…
La vetta del Falterona è innevata, come l’ultimo km percorso. La salita a tappe forzate si sente nelle gambe e la discesa che ci apprestiamo ad affrontare ci preoccupa un po’…
La zona della riserva integrale del Parco delle Foreste Casentinesi non è accessibile e dei cartelli chiedono di allungare il percorso e aggirare l’area. In effetti il sentiero “16″ è stato leggermente deviato ed allungato: poca cosa, in qualche centinaio di metri si ritorna sul vecchio tracciato del sentiero. In un’oretta, rallentati anche un po’ dalla neve e dalle continue “marcature del territorio” da parte di Valerio (…), arriviamo alla Fonte del Borbotto e da qui, in un’altra oretta scarsa, torniamo a Castagno e alla macchina.
Un bell’anello, veramente spettacolare se la giornata è tersa. Noi siamo riusciti a farlo in 5 ore e mezzo, ma abbiamo corso e va calcolata almeno un’altra ora. Alla Fonte del Borbotto c’è un piccolo rifugio incustodito e sempre aperto: due stanzine e un focolare.
Una possibile variante, prima della scalata al Falterona, può prevedere una deviazione sul sentiero “17″ a Capo d’Arno, la sorgente del Fiume Arno, e da qui la scalata alla vetta senza dover percorrere indietro il “17″.


povera me! cosa mi tocca fare.
| Pubblicato 3 years, 8 months ago